Cari Lettori,
Oggi con un pò di sana vanità pubblico la sinossi della mia sceneggiatura, scritta con la revisione di Ernesto Siciliano.
Il ruolo dell’Ispettre Tosi sarà interpretato da Davide Rossi figlio di Vasco Rossi.
Nel cast:
Gabriel Garko, Federico Costantini, Ludovico Fremont, Massimo Bonetti, Alessandro Danzi, Francesca Paola Simonetta, Catrina Davies, Giuseppe Milazzo Andreani .
Il cast Artistico è ancora in fase di realizzazione.
Se “Albakiara” parla della generazione K con una favola nera, “Tieni a Me – L’età delle parole” è un film che mette in primo piano i disagi dell’ adolescente, mantenendo di grande spessore la figura positiva costante dell’adulto, astenendomi dal descrivere l’adolescenza persa irreale.
Aspetto i vostri commenti.
SINOSSI
“Tieni a Me – l’età delle parole”
Roberto Mandalà è un adolescente siciliano dal viso d’angelo che deve eseguire una spietata vendetta su incarico del boss della mafia Carmelo Rasconà: uccidere suo padre. Quest’ultimo è un insigne avvocato, ex collaboratore dello stesso Rasconà, che si ravvede, rinnega la connivenza col boss e lo denuncia, decretandone la condanna in carcere.
Roberto ripudia il coraggioso genitore, per lui un infame ed un traditore, e si lega all’efferato don Carmelo, che vorrebbe plasmarlo ed avviarlo alla vita criminale. Segue la famiglia a Milano, la città in cui i Mandalà sono costretti a ricominciare una nuova vita con il fittizio cognome Roccaforte, assegnato loro dal programma di protezione garantito dallo Stato ai testimoni di Mafia.
Nella metropoli lombarda continua a coltivare il suo proposito patricida. Per attuare il suo piano mantiene in segreto contatti telefonici col figlio del boss , il suo amico Giuseppe, che gli comunica in codice le istruzioni impartite dal padre dal carcere.
A Milano Roberto rivela ancor più la sua indole irrequieta e si mette a capo di una banda di bulli formata da suoi compagni di classe.
Incaricati di proteggere l’adolescente siciliano sono i due ispettori di polizia Giulio Vardo e Fabrizio Tosi. Quest’ultimo ,figura di grande spessore umano, svolge il suo compito con altruismo totale e grande partecipazione. Tosi ha infatti sofferto in prima persona la crudeltà di don Carmelo, che ha sgozzato suo padre quando lui era bambino. Ingaggia una sfida a distanza col boss per recuperare il ragazzo e sottrarlo alla sua influenza.
Per uno strano gioco del destino, Fabrizio Tosi collabora ad istruire il processo contro il boss Rasconà con la Pubblico Ministero Nadia Valli, una giovane donna la cui famiglia è stata vittima della ferocia del boss. I due si innamorano e vivono un rapporto intenso e sensuale.
Protagonisti di una serie di commoventi vicende parallele, accomunate dal disagio adolescenziale, sono gli alunni della scuola di Roberto, ed alcuni professori. Lo stesso ribelle adolescente si innamora di Paola, una virtuosa coetanea. Giorgia, amica del cuore di Paola, ammalata di bulimia e baby cubista in una discoteca, vive un dramma che la indurrà a tentare il suicidio. Anche l’ispettore Vardo, braccio destro di Tosi, al centro di una dolorosa vicenda famigliare: non può vedere il figlio che gli è stato sottratto e portato all’estero dalla ex moglie.
Tutte le traversie confluiscono nella storia principale di Roberto, sempre più animato dall’odio nei confronti del padre e sempre più determinato ad eseguire la sua disumana missione di morte.
La versione della sceneggiatura rielaborata per il mercato Usa introduce un nuovo personaggio. E’ il prete protestante Gaspar, enigmatico testimone della storia che appare in modo apparentemente casuale in vari momenti decisivi del film e svolge la funzione di “io narrante” ma anche di personaggio che a sorpresa si inserisce nel finale nella vicenda.
Appare già nella prima scena del film. Siamo in Usa. Padre Gaspar confessa in chiesa il vecchio boss Alfio Rasconà, padre di don Carmelo che abbiamo conosciuto sopra. L’uomo è sulla sedia a rotelle perché è stato gambizzato dal feroce figlio che voleva prenderne il posto. L’anziano boss è pentito della sua vita immorale. Finita la confessione, padre Gaspar si allontana e appare alle spalle del vecchio la mano armata di un killer misterioso che lo uccide.
Gaspar va in Italia, e apparirà al fianco dei protagonisti della storia sopra raccontata in vari momenti in modo apparentemente casuale, un po’ come una presenza Hitchcockiana, raccontando la storia e riferendo la confessione del vecchio boss, per illuminare meglio la figura e le losche trame di Don Carmelo.
Alla fine scopriremo che l’ineffabile prete dallo sguardo ambiguo e l’immancabile bibbia stretta sul petto ha un ruolo nella missione di morte in cui Roberto tende un’ imboscata a suo padre in un casolare isolato per ucciderlo…
Di Stefania Rossella Grassi
Opera tutelata dalla legge 633/41

